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SPI e l'assegno di ricollocazione

L'assegno di ricollocazione è uno strumento che aiuta la persona disoccupata a migliorare le proprie possibilità di trovare una ricollocazione nel mondo del lavoro. È destinato a chi percepisce l'indennità di disoccupazione Naspi da almeno quattro mesi e consiste in un importo da utilizzare presso un servizio per il lavoro, pubblico o privato accreditato, e scelto dalla persona titolare dell'assegno. Serve a potenziare le attività di supporto e a fornire un servizio personalizzato alla persona titolare dell'assegno. L'importo dell'assegno viene pagato quindi non direttamente alla persona disoccupata, ma all'ente che ha fornito il servizio di assistenza alla ricollocazione e solo se la persona titolare dell'assegno trova lavoro. L'Anpal, acquisito il parere del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, determina le modalità operative e l'ammontare dell'assegno di ricollocazione, il cui importo varia da un minimo di 250 euro ad un massimo di 5.000 euro, a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro (a tempo determinato o a tempo indeterminato) e del grado di difficoltà per ricollocare la persona disoccupata (profilo di occupabilità).Più nello specifico, le modalità operative e l'ammontare dell'assegno di ricollocazione sono definite sulla base dei seguenti principi:l'assegno di ricollocazione viene riconosciuto al soggetto che eroga il servizio prevalentemente a risultato occupazionale ottenuto;l'ammontare dell'assegno di ricollocazione tiene conto di una  ragionevole percentuale di casi nei quali l'attività propedeutica alla ricollocazione non abbia successo; l'ammontare dell'assegno di ricollocazione viene graduato in relazione al profilo personale di occupabilità di chi ne è titolare; il soggetto che eroga il servizio deve  fornire un'assistenza appropriata nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore;il soggetto che eroga il servizio deve  comunicare le offerte di lavoro proposte alle persona disoccupata. Nel 2017 è partita la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione, che puntava a coinvolgere circa 28.000 persone, selezionate in maniera casuale tra i beneficiari di Naspi da oltre quattro mesi (cfr. delibera 1-2017). Il 27 febbraio 2017 è stato pubblicato l'avviso per individuare gli enti accreditati ai servizi per il lavoro che intendevano candidarsi per erogare la misura e a marzo 2017 sono state inviate le comunicazioni ai destinatari, dando così avvio alla fase sperimentale della misura. Nel 2018 sono state definite le modalità operative e l'ammontare dell'assegno di ricollocazione per la sua messa a regime, prevista per i primi mesi dell'anno (cfr. delibera 3-2018). L'avviso pubblico per individuare gli enti erogatori della misura è stato pubblicato il 7 marzo 2018.È stata inoltre allargata la platea dei potenziali destinatari dell'assegno di ricollocazione, che ora include le persone che beneficiano del reddito di inclusione (Rei) e i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, coinvolti in processi di riorganizzazione o di crisi aziendale.Per richiedere l'assegno o accedere alle funzionalità relative alla gestione dell'assegno di ricollocazione, clicca qui