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Bollettino Excelsior: a ottobre 31mila opportunità di lavoro in più rispetto allo scorso anno

26 ottobre 2018

Nel mese di ottobre 2018, aumentano le imprese che programmano assunzioni e i contratti offerti, ma anche la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro: per le imprese, un profilo professionale su 3 è difficile da trovare. Sono alcune delle indicazioni che emergono dall'indagine Excelsior realizzata da Unioncamere in accordo con Anpal.

Su circa 370mila contratti di lavoro da stipulare entro fine mese, il 29% presenterà difficoltà di reperimento (rispetto al 25% di ottobre 2017).

Tra i profili professionali più difficili da reperire: i tecnici in campo ingegneristico (61,2%), come ad esempio tecnici addetti alla programmazione di macchine a controllo numerico e tecnici per la gestione, manutenzione ed uso di robot industriali; gli operai specializzati nella lavorazione dei metalli (58%), tra cui fonditori, saldatori, fabbri; gli addetti a macchinari dell'industria tessile (50,3%); gli ingegneri (49,8%); gli operai di macchine automatiche (49,7%); gli elettromeccanici (47%), quali ad esempio installatori, montatori, manutentori di macchinari per impianti industriali, di apparecchiature elettriche, elettroniche, informatiche.

La domanda di lavoro si contraddistingue per una ricerca più accentuata di personale ad alta qualificazione: rispetto a un anno fa, aumenta di 1,3 punti percentuali la quota di contratti che verranno offerti ai Dirigenti e alle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e di 0,7 punti percentuali quella destinata alle professioni tecniche.

I settori che fanno registrare le maggiori difficoltà di incontro domanda-offerta di lavoro sono quelli del Made in Italy e della meccatronica. Fra i motivi alla base del mismatch: il numero esiguo  di candidati e una preparazione non adeguata alle richieste da parte delle imprese, soprattutto per quanto riguarda la capacità di stare al passo con l'innovazione.

In crescita, di oltre due punti percentuali, anche la quota di imprese che ha in programma ingressi di personale. A tenere maggiormente il passo sono soprattutto il comparto dei servizi alle imprese, dei servizi alle persone e del turismo.

Su base territoriale, Milano, Torino, Brescia, Bergamo e Varese sono le province del Nord Ovest in cui è previsto il maggior numero di contratti; per alcuni Centri per l'impiego è tuttavia particolarmente difficile reperire personale (nei territori del bresciano e in quelli che ricadono nei Cpi di Leno, Sarezzo e Breno). Nel Nord Est, sono in testa le province di Bologna, Verona, Padova, Treviso e Vicenza; a detenere il primato per difficoltà di reperimento è il territorio bolognese (con picchi nei comuni dei Cpi di Minerbio, Alto Reno Terme e San Giovanni in Persiceto). Nel Centro, gli ingressi programmati toccano il massimo nelle province di Roma, Firenze, Latina, Perugia e Ancona; le maggiori difficoltà di reperimento si registrano nel Cpi di Città di Castello (33,4%,), mentre a Roma solo circa un'entrata su 5 presenta criticità. Infine, nel Sud e Isole, Napoli, Bari, Salerno, Palermo e Catania guidano la graduatoria delle entrate; qui le difficoltà di reperimento sono generalmente più contenute (dal 27,5% di Napoli al 16,8% di Palermo).


Per approfondire, consulta il bollettino di ottobre