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Tempi di vita e di lavoro, al via il progetto europeo guidato da Anpal

20 dicembre 2018

Al via Equality for work and life, il progetto europeo sperimentale di cui Anpal è capofila rivolto a tutti e lavoratori, che vogliono entrare o ri-entrare nel mercato del lavoro ma che hanno difficoltà a farlo. L'iniziativa che punta al rafforzamento dei servizi di welfare, allo sviluppo degli strumenti di conciliazione,alla  informazione e sensibilizzazione delle Pmi verso "una cultura della conciliazione", vede la partecipazione di soggetti pubblici e privati tra cui Fondazione Brodolini, Consorzio CGM, Dipartimento Pari Opportunità, Uil è stata presentata a Roma lo scorso 19 dicembre a Palazzo Wedekind.  A gennaio partirà in quattro aree del nostro Paese: Campania, Toscana, Piemonte tramite l'Agenzia Piemonte Lavoro e Provincia autonoma di Trento.

 "Questa è una grande sfida del nostro paese – ha detto il presidente Anpal Maurizio Del Conte aprendo i lavori – una sfida che in Anpal abbiamo provato a raccogliere, applicando tra l'altro lo smart working, e che questo progetto si propone di portare avanti tenendo insieme sicuramente le diverse dimensioni che incidono sul lavoro, di sostegno specifico indirizzate al genere femminile; ma anche neutre rispetto al genere, perché la vera parificazione avverrà quando tutto ciò che è regola del mercato non sarà più centrata sul maschio inserito nell'organizzazione aziendale, ma si rivolgerà a uomini e donne indistintamente".

Il progetto coinvolgerà 192 tra donne e uomini senza lavoro, ma agirà anche sul fronte del rafforzamento dei servizi per l'impiego e sul sostegno e la sensibilizzazione delle piccole e medie imprese che risultano essere quelle più in difficoltà – per motivi economici e organizzativi ma anche "culturali" – nell'utilizzo degli strumenti di conciliazione che la normativa mette a disposizione. Emerge infatti dalle esperienze e dalle testimonianze che in tanti casi il problema è che le Pmi vedono la conciliazione solo come un costo, e non riescono – o non vogliano – scostarsi dal modello tradizionale dell'azienda che misura i risultati non in termini di obiettivi raggiunti ma solo di presenza fisica sul posto di lavoro. Oltre a informarle delle nuove opportunità – come lo smart working, previsto dalla legge 81/2017 – si tratterà di consolidare e radicare l'idea che se una lavoratrice, o un lavoratore, riescono a tenere insieme efficacemente e con soddisfazione personale gli impegni lavorativi e quelli di cura, e l'organizzazione del lavoro è meno rigida, non solo aumenta la produttività ma cresce la partecipazione alla vita aziendale (per esempio, diminuiscono le assenze per malattia).

Ed è proprio in questo quadro, e alla luce della sua mission rivolta ai target che hanno maggiori difficoltà a partecipare al mercato del lavoro, che Anpal ha efficacemente coordinato la call lanciata al principio del 2018 da EaSI-PROGRESS, il Programma UE per l'occupazione e l'innovazione sociale, e finalizzata al finanziamento di proposte di intervento per migliorare l'equilibrio tra impegni di cura familiare e lavoro. Il progetto andrà avanti per due anni e si concluderà con la valutazione e il monitoraggio del percorso, con l'obiettivo di ampliare ed estendere il modello a tutto il territorio nazionale.