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Eventi — 30.05.22

PA digitale e Pnrr: sviluppi e opportunità

Convegno a Roma su digitalizzazione della pubblica amministrazione, Pnrr e competenze digitali: leve per l’evoluzione dei servizi per il cittadino

Il tema delle competenze al centro della grande sfida della digitalizzazione che investirà la pubblica amministrazione nei prossimi anni grazie ai fondi del Pnrr. Se ne è parlato nel corso del convegno PA digitale e Pnrr: sviluppi e opportunità promosso da Igf Italia e Inps e svoltosi oggi a Roma presso Palazzo Wedekind. Presenti, tra gli altri, Raffaele Tangorra, commissario straordinario Anpal, e Pasquale Tridico, presidente dell’Inps.

Il 27% delle risorse totali del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono dedicate alla transizione digitale: da un lato sono previsti interventi per le infrastrutture digitali e la connettività a banda ultra larga, dall’altro quelli volti a trasformare e innovare la pubblica amministrazione in chiave digitale. I 7 investimenti previsti dal Pnrr per la digitalizzazione della Pa sono messi a disposizione attraverso 14 misure, per un totale di oltre 6 miliardi di euro. 

Nell’ambito dell’intervento complessivo assume un ruolo centrale il tema delle competenze digitali delle persone. A ricordarlo è stato Raffaele Tangorra, commissario straordinario Anpal: “Iniziative come queste permettono di fare cultura sul tema specifico delle competenze digitali che nell’ambito del Pnrr assumono un ruolo fondamentale attraverso anche il programma che riforma il sistema delle politiche attive che abbiamo voluto denominare Gol (Garanzia per l’occupabilità dei lavoratori). L’obiettivo in generale è quello di migliorare i servizi nel senso dell’esigibilità nell’ambito dei livelli essenziali delle prestazioni. In questo contesto – continua Tangorra – uno dei maggiori elementi di novità introdotti da Gol è costituito dall’integrazione delle politiche di orientamento con le politiche di formazione professionale. Gli obiettivi,  sulla carta, sono ambiziosi: arrivare ad almeno 800 mila lavoratori entro il 2025, nell’ambito dei 3 milioni complessivamente presi in carico da Gol, coinvolti in attività di formazione, di cui 300 mila per il rafforzamento delle competenze digitali. Altro intervento specifico è quello del Fondo nuove competenze che rende disponibile un miliardo di euro per i lavoratori occupati che rischiano di diventare esuberi se non aggiornano le proprie competenze”. 

Anche l’Inps sembra mostrare grande attenzione al digitale. Lo dimostra il fatto che nei prossimi anni avrà a disposizione 180 milioni di euro del Pnrr da investire in piattaforme nuove e servizi completamente digitali. “L’Istituto vuole essere all'avanguardia sulla digitalizzazione – ha dichiarato Pasquale Tridico, presidente Inps – Vogliamo coinvolgere i giovani e per questo abbiamo un piano di reclutamento con assunzioni importanti. L'Istituto vuole collocarsi in un panorama di aziende pubbliche altamente digitalizzate. Abbiamo appena assunto 350 informatici e 350 medici. Offriamo ai giovani una prospettiva di carriera in un mondo completamente digitalizzato, con percorsi di carriera ispirati al merito e politiche del personale avanzate che conciliano lavoro e famiglia, con orari e forme di lavoro flessibili. Se andiamo verso la digitalizzazione non possiamo lascare indietro le relazioni industriali. Si devono adeguare le politiche del personale e le politiche di innovazione”. Tridico ha poi citato l'operazione 3I, ovvero “la società che nasce insieme a Istat e Inail come la software house di servizi informatici e digitali per i tre enti. Sarà la centrale informatica dei tre istituti. Si avranno economie di scala, risparmi di costo ma soprattutto una potenza innovativa con capacità di investimenti straordinaria".

Laura di Raimondo, direttrice di Asstel Confindustria Digitale, ha invece sottolineato il fatto che "siamo primi sul 5G ma terz'ultimi sulle competenze digitali in Europa e l'anno scorso eravamo ultimi. Quindi dobbiamo correre. Dobbiamo provare a cogliere la sfida giocando tutte le partite sui diversi tavoli in modo simbiotico. I talenti vanno coltivati a scuola e nessuno dei lavoratori deve essere lasciato indietro". 

Per Marcello Fiori, capo del dipartimento della Funzione pubblica, non siamo all’anno zero: "Oggi in 100 giorni si conclude un processo di assunzione nella Pa, prima ci volevano anche 4 anni. Dal primo ottobre tutte le offerte di lavoro nelle pubbliche amministrazioni saranno all'interno di inPA, il portale per il reclutamento che sarà digitale, trasparente, semplice. Ed entro fine dell'anno avremo l'anagrafe nazionale dei dipendenti pubblici, centrale anche per capire le necessità di assunzioni del personale, per avere la programmazione giusta". 

Alberto Bonisoli, presidente di Formez, ritiene che "nella pubblica amministrazione stiamo intervenendo in maniera importante sul digitale, con la digitalizzazione delle procedure e i cambiamenti delle strutture organizzative. Mi chiedo se questa non sia un'opportunità anche per il design dei servizi".

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