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null Presentata al Forum PA la country review dell’OCSE condotta nel 2018 con ANPAL
Presentata al Forum PA la country review dell’OCSE condotta nel 2018 con ANPAL
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Collegare le persone e il lavoro in Italia è una mission possibile? Con questa domanda si è aperto il dibattito questa mattina al Forum PA nel corso dell’evento Connecting people with jobs, la country review dell’OCSE condotta nel 2018 in collaborazione con ANPAL. Il report analizza alcuni aspetti delle politiche di attivazione e della loro attuazione a livello regionale. Al centro dell’analisi il ruolo della riforma in atto dei servizi per l’impiego e l’importanza della nascita dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro a cui spetta di accompagnare il processo di riforma. Dal rapporto emerge che la spesa per le politiche attive del mercato del lavoro (0,51% del Pil) è vicina alla media Ocse, e che le risorse per le politiche attive del mercato del lavoro sono concentrate sugli incentivi all’occupazione, e non su programmi come l’orientamento e la formazione dei gruppi di disoccupati più svantaggiati. L’analisi sottolinea inoltre che allo stato attuale solo la metà dei disoccupati in Italia è registrata presso un centro per l’impiego e solo la metà di essi utilizza questi servizi per cercare lavoro. Inoltre, la qualità dei servizi e l’accesso ai servizi per l’impiego varia tra nord e sud del paese. “Per migliorare le prestazioni dei servizi per l'impiego, sono necessarie maggiori risorse, un potenziamento del personale degli uffici locali, delle loro competenze e un ammodernamento dell'infrastruttura informatica”, sostiene Stefano Scarpetta, direttore del direttorato per l’Occupazione e gli Affari Sociali dell’OCSE.

Con l’avvio del Reddito di cittadinanza nuove responsabilità si aggiungono ai Centri per l’impiego impegnati a fare in modo che i beneficiari ricevano le giuste misure di supporto e accompagnamento nella ricerca di un nuovo lavoro. Per un miglioramento del mercato del lavoro, il sistema deve puntare ad una maggiore cooperazione e coordinamento tra i vari livelli amministrativi. Al centro della discussione che è seguita alla presentazione del Rapporto, il ruolo di ANPAL: “Sono stati definiti gli obiettivi e gli indicatori del sistema dei servizi del lavoro, la profilazione, la sperimentazione dell’Assegno di ricollocazione, il coinvolgimento dei patronati, il supporto a datori di lavoro, molto è stato fatto a livello tecnico dall’Agenzia, e molto si potrà fare per incrementare la perfomance”, sottolinea il Direttore Salvatore Pirrone.

A puntare il dito sulla rigidità delle retribuzioni in Italia è stato Alessandro Ramazza di Assolavoro. “Il nostro paese – ha detto – ha bisogno di lavoro di qualità. La spesa per i servizi del lavoro, attualmente del 2%, deve aumentare. La rigidità delle retribuzioni è la causa della migrazione giovanile. Perdiamo talento, perdiamo futuro”. Vincenzo Silvestri della Fondazione Consulenti del lavoro chiede: “E’ giusta la politica dell’incentivazione? Sarebbe più produttivo spostare la spesa sulle politiche attive”. L’assessore alla Regione Lazio Claudio Di Berardino ha ribadito come sia “necessario far in modo che i centri dell’impiego siano nelle condizioni di offrire le proposte di lavoro, un lavoro che sia di qualità. I centri dell’impiego vanno riorganizzati e accompagnati con politiche d’investimento per l’occupabilità”.

A trarre le conclusioni il neo presidente dell’Agenzia Domenico Parisi: “L’evoluzione del mercato del lavoro non dipende da una mancanza di risorse ma di strategia. Occorre modernizzare i centri per l’impiego, il 60-80% per cento del lavoro che essi svolgono può essere automatizzato. E poi puntare sulle politiche attive, cambiare il modo di fare formazione: il ruolo del pubblico è quello di impegnarsi nel formare e sostenere le persone affinché siano occupabili e costantemente preparate per entrare in un mondo del lavoro che sta evolvendo e dove stanno scomparendo i lavori ripetitivi”.

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