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null Covid-19: le ricadute sull’andamento dei rapporti di lavoro in somministrazione

Dati e pubblicazioni — 25.01.21

Covid-19: le ricadute sull’andamento dei rapporti di lavoro in somministrazione

Evidenze degli effetti della crisi sanitaria sulla dinamica dei rapporti di lavoro in somministrazione

Nell’ambito degli approfondimenti legati all’emergenza Covid-19 e alle ricadute sul mercato del lavoro è disponibile da oggi la nuova Nota periodica dedicata ai contratti in somministrazione. La Nota, a valere delle informazioni contenute nell’archivio delle comunicazioni obbligatorie, fornisce indicazioni circa le reazioni della domanda di lavoro in somministrazione fino al 30 settembre 2020. 

In linea con quanto avvenuto per le tutte assunzioni di lavoro dipendente, anche i rapporti di lavoro in somministrazione segnano una decisa flessione. Dopo il picco negativo (-60,3%) registrato tra il 9 marzo e il 3 maggio 2020, ovvero lungo tutto il periodo che va dall’adozione delle misure contenute nel DPCM del 9 marzo, alle prime aperture regolate dal DPCM del 26 aprile 2020, il numero dei rapporti di lavoro in somministrazione attivati, pur tornando a crescere, non registra valori assoluti tali da colmare la perdita dei mesi precedenti. Le attivazioni cumulate da gennaio a settembre 2020 sono poco più di 750mila unità (contro il milione dello stesso periodo dell’anno 2019). 

In particolare, sono le attivazioni che hanno interessato le donne ad aver subito il maggiore decremento (-30%) e in particolare delle giovani donne con meno di 29 anni (-31,2%)

La perdita di attivazioni inoltre ha interessato diversamente i gruppi di professioni, anche in considerazione delle misure di contenimento che hanno distinto le attività essenziali (ex lege) da attività soggette a misure di lockdown o a comunque misure più restrittive nella erogazione di beni e servizi. 
Pur nel generale decremento, la contrazione più significativa ha riguardato le missioni lavorative afferenti alle professioni del Grande Gruppo delle attività commerciali e del settore alberghiero e della ristorazione (-42,8%), delle Professioni Tecniche (-33,5%) e delle Professioni intellettuali e scientifiche (-32,2%). 

Leggi il Focus Anpal N. 95 - Approfondimenti Covid-19 n. 6/2021

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