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null Excelsior: occupazione stabile per 3 imprese su 4 nei primi 6 mesi del 2020. Ma oltre il 20% l’ha ridotta

Dati e pubblicazioni — 22.07.20

Excelsior: occupazione stabile per 3 imprese su 4 nei primi 6 mesi del 2020. Ma oltre il 20% l’ha ridotta

Oltre un milione di aziende sta investendo in digitale

Tre imprese su quattro hanno mantenuto stabile il numero dei propri occupati nei primi sei mesi del 2020. Circa 290mila invece, pari al 21,3% delle aziende italiane con dipendenti, hanno dovuto ridurre i livelli occupazionali mentre altre 36mila (il 2,6%) li hanno aumentati.

E’ quanto risulta dall’indagine Excelsior condotta tra il 25 maggio e il 9 giugno 2020 da Unioncamere in accordo con Anpal, 1 dalla quale emerge, quindi, un saldo negativo tra imprese che hanno ridotto e imprese che hanno aumentato il numero dei propri dipendenti pari al -18,7 (con un massimo di -22,7 punti per le imprese con 10-49 dipendenti).

Vanno meglio le imprese esportatrici (-15,2 punti di differenza tra imprese in flessione e
imprese in crescita rispetto al -19,1 delle non esportatrici). Segnali positivi emergono
dall’indagine anche per le imprese già dotate di piani integrati di digitalizzazione, che
mostrano una maggiore resistenza occupazionale - con un saldo negativo (-17,4) tra chi
aumenta e chi diminuisce l’occupazione meno accentuato rispetto alle imprese non
ancora digitalizzate (-19,3) - grazie alle innovazioni precedentemente introdotte.

La prima risposta all’attuale situazione di crisi le imprese la stanno trovando proprio
nell’accelerazione dei processi di digitalizzazione: sono infatti 1.036mila quelle che stanno
pianificando in questi mesi interventi di digitalizzazione (circa il 75% dell’universo di
riferimento), segnando una crescita di circa 7 punti percentuali rispetto al periodo
precedente l’emergenza sanitaria (+91mila imprese).

I nuovi investimenti puntano soprattutto sugli ambiti che si sono rilevati strategici nella gestione dell’emergenza: soluzioni digitali per una innovativa organizzazione del lavoro e delle relazioni con clienti e fornitori; reti digitali integrate favorite anche da una maggiore diffusione del cloud,
internet ad alta velocità e tecnologie IoT; utilizzo dei Big Data, Digital marketing e più
avanzata personalizzazione di prodotti/servizi.

Si prevedono in ogni caso tempi lunghi per la ripresa: tra le imprese con almeno un
dipendente (circa 1,4 milioni), al di là di una quota minoritaria (180mila) che dichiara di
non aver subito perdite in questa crisi, la maggioranza, cioè circa 580mila, stima che la
propria attività potrà tornare ai livelli pre-crisi non prima di giugno 2021; mentre solo
poco meno di 219mila imprese vedono più vicino, tra luglio e ottobre, il ritorno ad una
situazione accettabile e 381mila traguardano tale obiettivo per fine del 2020.

Leggi il comunicato stampa 
Leggi il dossier
Per saperne di più, vai al portale di Excelsior 

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