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Dati e pubblicazioni — 22.07.22

Mercato del lavoro in espansione: nei primi sei mesi create 230 mila posizioni dipendenti

Pubblicata la nota di luglio a cura del Ministero del Lavoro, della Banca d’Italia e di Anpal

Si mantiene positivo (+230 mila unità circa) il saldo tra assunzioni e cessazioni nei primi sei mesi dell’anno, al netto dei fattori stagionali. Rispetto al 2019 l’incremento è di quasi 100 mila unità. Lo sottolinea la nota di luglio redatta congiuntamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dalla Banca d’Italia e da Anpal, sulla base delle Comunicazioni obbligatorie e delle Dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro

Il trend mostra qualche segnale di rallentamento negli ultimi mesi, a causa della frenata del settore delle costruzioni e – in minor misura – del commercio e del turismo. In questi ultimi due settori sono stati creati circa 94 mila posti di lavoro negli ultimi sei mesi, circa 29 mila in più rispetto al corrispondente periodo del 2019. Tiene l’industria in senso stretto, con circa 35 mila posti di lavoro creati. 

Da segnalare il saldo positivo dei rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato sottoscritti a giugno (+53 mila), che ha beneficiato del continuo aumento delle trasformazioni, mentre è negativo quello dei rapporti a termine (-13 mila), proprio a causa della frenata di turismo e commercio, settori che fanno ampio ricorso a questo genere di contratti.
La crescita dell’occupazione femminile è stata nettamente inferiore a quella maschile nei primi sei mesi dell’anno: i saldi sono stati rispettivamente +78 mila e +153 mila unità. 

Nell'ultimo bimestre la crescita si è attenuata soprattutto nelle regioni del centro nord, mentre nel Mezzogiorno è rimasta su livelli piuttosto bassi. Da gennaio le posizioni lavorative create, al netto delle cessazioni, nelle regioni meridionali e insulari sono state appena il 20 per cento di quelle complessivamente attivate. 

Diminuita la disoccupazione, misurata dalle Dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (Did) presentate da chi non ha un’occupazione. Il calo nei primi cinque mesi dell’anno è stato pari a circa 270 mila unità, superiore di oltre 70 mila unità rispetto al corrispondente periodo del 2021. 

Determinante è stato il maggior numero di donne uscite dalla disoccupazione in seguito a un’assunzione (+15% rispetto al 2021). Continua ad aumentare il numero di nuove Did (oltre 100 mila in media ogni mese da inizio anno, da 90 mila dell’anno precedente).

Leggi la Nota (ita) (eng)

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